giovedì 25 ottobre 2007

Il mio filetto al pepe verde

Il mio filetto ha riscosso sempre molto successo. E' un piatto che fa un sacco di scena (già dire "filetto" sa di qualcosa di raffinato), la preparazione ha gli effetti speciali (va infatti fatta infiammare sulla padella l'acquavite verso fine cottura, il che fa molto chef professionista), si presenta bene nel piatto ed ha un gusto unico.
E' il mio asso nella manica quando voglio fare il figo rischiando poco. La preparazione è infatti abbastanza semplice, con un minimo di esperienza nella cottura della carne.
Penso che sia finalmente giunto il momento di condividere il mio segreto con voi. Ho modificato a modo mio una ricetta trovata online, per avere la base.
Occhio che la mia versione è più costosa, ma molto più buona!

Filetto al pepe verde
  • 4 medaglioni di filetto di manzo da 150 g circa l'una
  • 4 cucchiai di pepe verde in grani
  • 4 cucchiai di Porto
  • 4 cucchiai di acquavite (o grappa, che costa meno)
  • 1 dl di panna fresca
  • 40 g di burro
  • sale
Prendi i filetti e legali tutti intorno con dello spago da cucina (facendo fare allo spago un unico giro completo) in modo che la carne non si deformi. Macina grossolanamente metà dei grani di pepe verde e comprimili sui entrambi i lati di ciascun filetto.

In una padella fai sciogliere lentamente il burro, unisci il filetto e fallo rosolare vivacemente per 3 minuti su ogni lato, aggiusta di sale e poi toglili dalla padella tenendoli in caldo.

Nella padella in cui hai cotto i filetti aggiungi il Porto e fallo asciugare, non del tutto. Aggiungi quindi l'acquavite, e fai fiammeggiare inclinando leggermente la padella verso il fornello (io mi aiuto con un accendino, che si fa prima, ma non farti vedere!). Appena ottenuta la fiamma aspetta che si spenga e unisci il pepe rimasto e la panna, fai addensare per qualche secondo e aggiusta di sale.

Rimetti quindi i filetti nella padella, aggiungi anche il sughetto che il filetto avrà lasciato nel piatto in cui lo avevi momentaneamente riposto, e fai insaporire per qualche istante nella salsa alla panna. Per girarli usa una paletta di legno, appena pronti servili immediatamente.
Accompagna il tutto con un buon vino rosso.

giovedì 27 settembre 2007

I amsterdam

I amsterdam.
Eccomi di nuovo qui! Ah, che giorni complicati. Sto lavorando un sacco, cercando di seguire ogni cosa e cercando di tenere tutte le "palle in aria", come dicono gli inglesi (“to keep all the balls in the air”, con riferimento ai giocolieri e non altro, come i più maliziosi avranno pensato). Cercando casa (tante visite, ma ancora nessuna novità concreta), studiando Olandese (faccio un corso due sere a settimana + studio, in teoria), ospitando amici, viaggiando tra Olanda e Italia per i preparativi per il matrimonio e altre varie ed eventuali (tipo convivenza di inizio corso - lo scorso weekend).

Il problema è che abbiamo troppi strumenti, troppe informazioni, troppe cose da fare. Una vita troppo complicata, per raggiungere cosa?

Parlavo con alcuni compagni di corso (di olandese, quasi tutti studenti erasmus stranieri) del perché sia così difficile imparare una nuova lingua: è per via del fatto che abbiamo una mente troppo complicata. Siamo abituati a pensare e comunicare in modo troppo complesso, con frasi articolate e - si prova - con proprietà di linguaggio. Mentre un bambino si accontenta di dire "mamma", "fame", "cacca" e tutti gli fanno i complimenti e si ritiene soddisfatto. E a quel punto ha lo stimolo per imparare anche "palla", "gatto" e "fuori". E così via, impara la lingua e nemmeno se ne accorge, senza sforzo.
Per noi è diverso, quando cerco di parlare olandese vorrei dire: "perchè penso che questa vanità dell'esistenza presente sia in qualche modo legata ad una finalità metafisica"... non ci riesco, sono frustrato, e lascio perdere.

domenica 16 settembre 2007

Amsterdammers

La ricerca della casa continua, ormai sono quasi tre mesi. Ma ancora non si trova quella giusta, e non è facile.

Di cose strane se ne trovano qui, basti vedere come parcheggiano le macchine a ridosso dei canali. Rischio!
D'altronde mi sto rendendo conto che gli olandesi non sono tutti a posto con la testa. Bisogna chiarire, a discolpa di chi è nato qui tra un mulino e le vacche, che qui ad Amsterdam di olandesi "puri" ce ne sono pochi, per cui nel contesto mi riferisco non tanto agli olandesi in senso stretto, ma a chi qui nei dintorni ci vive.
Oh, si, me compreso, ho rinunciato da un pò a considerarmi normale.

Entri nelle loro case, e trovi le pareti viola, i pavimenti di linoleum finto giaguaro, le poltrone in pelle rossa, le stanze con le gigantografie delle Alpi. Pensi che sono strani. Poi entrando in un'altra casa, trovi la lavatrice in ingresso, la camera con lo specchio sul soffitto e la cucina in legno che sembra di stare nel Tirolo. Pensi che sono molto strani. Quando poi trovi che in un'altra mancano dei muri (apparentemente abbattuti a colpi di piccone, ed ancora tutti sbrecciati) e che accanto al letto in camera sta una palla da discoteca, di quelle luccichine anni 80... ti chiedi:
"Ma come diamine vive questa gente?"

Hanno troppa acqua secondo me. Come a Venezia, qualcosa si filtra, si insinua e fa cortocircuito.

A.A.A. Casa cercasi!

Stiamo cercando casa. Beh, ormai da un pò. Funda è il mio pane quotidiano, ogni giorno mi spupazzo una decina di nuove offerte di case in vendita, telefono (beh, non proprio io, delego quest'attività a Teresa che conosce meglio la lingua) all'agenzia per prendere appuntamento, ed il venerdì salgo in macchina e mi analizzo gli impianti elettrici, l'esposizione delle finestre, il bagno (di solito senza wc, quello sta separato in uno stanzino apposito, con allegato un micro lavandino), l'eventuale giardino e piccolo deposito. 70 metri quadri, 120 metri quadri. O fanno schifo, o sono troppo lontane, o costano troppo.
Ancora niente.
Ah. Teniamo duro.
Nel frattempo abbiamo cominciato a prendere in considerazione anche Almere, la 'famosa' città ricavata cinquant'anni fa (ed ancora in costruzione) dalle terre emerse con la costruzione della diga grande. Un posto senza storia e senza anima.
E che ci vado a fare allora?
Certo, il centro di Amsterdam sarebbe un altro mondo, ma non possiamo nemmeno stare qui a tirarcela troppo: a gennaio mi sposo, ed avrò proprio bisogno di una casa. :-)

venerdì 24 agosto 2007

Il mio amico ragno

C'è un ragno (probabilmente originario delle siepi vicino ai parcheggi, sono sempre piene di ragnatele) che ha deciso di vivere nello specchietto retrovisore della mia macchina. Ogni mattina mi trovo una bella ragnatela (di solito ancora in fase di costruzione, si vede che comincia all'alba e io non sono così mattiniero) tra lo specchietto e il vetro della macchina. Mi dispiace anche distruggerla, così ben fatta, ma d'altronde andare in giro con le ragnatele attaccate non è il massimo per la reputazione sociale...
Ma d'altronde è più testardo di me, perchè il giorno dopo la ragnatela è di nuovo lì.
Ma quanto vivono i ragni?

mercoledì 15 agosto 2007

Dramatic squirrel & Gentlemens' Duel

Un paio di filmini divertenti che mi piace inserire oggi, per festeggiare il ferragosto (qui in Olanda il 15 Agosto, giorno dell'Assunzione, si lavora...!)
Il sonoro è fondamentale per gustarli, soprattutto il primo.

Dramatic squirrel: degno del miglior Hitchcock, in questo short di 5 secondi una specie di criceto sprigiona tutta la suspance ed il pathos di cui è capace...


Gentlemens' Duel: un cortometraggio di ottima qualità realizzato al computer, molto divertente! Per questo sono circa 8 minuti, quindi mettetevi comodi, ne vale la pena.

Buon divertimento!
PS: entrambi i video mi sono stati gentilmente segnalati da colleghi di lavoro :-)

lunedì 13 agosto 2007

La Bravo ha compiuto i chilometri!

Magari non sarà la notizia del mese e non interesserà più di tanto i media internazionali, ma a testimonianza della quantità di strada che faccio da quando sono qui in Olanda, ho fatto una simpatica foto al comple-chilometro della mia macchina. Undicimilacentoundici è un numero significativo, ma prende ancora più valore se si pensa che negli ultimi tre mesi ho già fatto tanta strada quanta ne facevo in un anno in Italia, mediamente. E anche lì andavo a lavoro in macchina, si intende.

Ad ogni modo colgo l'occasione per ringraziare i Paesi Bassi per le ultime due settimane di bel tempo primaverile (a tratti quasi estivo) che mi sono state donate. :-]