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martedì 10 giugno 2008

Un italiano in Olanda dopo il 3 - 0

Nonostante abbia visto la più brutta partita della Nazionale da anni. Nonostante la disfatta sia stata proprio dovuta agli Oranje. Nonostante gli Arancioni non battessero gli Azzurri da 30 anni (e hanno deciso di farlo con me qui). Nonostante io lavori con 50 colleghi olandesi, e questa mattina (e ancora adesso) non si risparmiano certo quando a festeggiamenti. Nonostante questo, potrebbe anche andare peggio.
Gli Olandesi sono persone educate e con un grande senso del rispetto. Non esagerano. Sono ancora vivo.
Meglio così. Ci sono ancora (almeno) due partite da giocare. La speranza è l'ultima a morire.

PS: per tutti gli italiani in ascolto (ma anche per molti colleghi olandesi): chiedermi per chi ho tifato è una domanda stupida.

lunedì 26 maggio 2008

The bellissim story of cappucett red

Pubblico volentieri una simpatica versione in quasi inglese di Cappuccetto Rosso, di cui non conosco l'autore (se leggi questo blog fammi sapere che ti cito volentieri!), mandatami via mail da Libera ('na volta che non mi manda spam... :-) ).
Buona lettura e buona settimana!

The bellissim story of cappucett red

One mattin her mamma dissed:
'Dear Cappuccett, take this cest to the nonn, but attention to the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in bocc at the lup!'.
Cappuccett didn't capit very well this ultim thing but went away, da sol, with the cest.
Cammining cammining, in the cuor of the forest, at a cert punt she incontered the lup, who dissed:
'Hi! Piccula piezz'e girl! 'Ndove do you go?'.
'To the nonn with this little cest, which is little but it is full of a sacc of chocolate and biscots and panettons and more and mirtills', she dissed.
'Ah, mannagg 'a Maruschella’ (maybe an expression com: what a cul that had) dissed the lup, with a fium of saliv out of the bocc.
And so the lup dissed:
'Beh, now I dev andar because the telephonin is squilling, sorry.'
And the lup went away, but not very away, but to the nonn's House. Cappuccett Red, who was very ma very lent, lent un casin, continued for her sentier in the forest. The lup arrived at the house, suoned the campanel, entered, and after saluting the nonn, magned her in a boccon. Then, after sputing the dentier, he indossed the ridicol night berret and fikked himself in the let.
When Cappuccett Red came to the fint nonn's house, suoned and entered. But when the little and stupid girl saw the nonn (non was the nonn, but the lup, ricord?) dissed:
'But nonn, why do you stay in let?'.
And the nonn-lup:
'Oh, I've stort my cavigl doing aerobics!'.
'Oh, poor nonn!', said Cappuccett (she was more than stupid, I think, wasn't she?).
Then she dissed:
'But...what big okks you have! Do you bisogn some collir?'.
'Oh, no! It's for ved you better, my dear (stupid) little girl', dissed the nonn-lup.
Then cappuccett, who was more dur than a block of marm:
'But what big oreks you have! Do you have the Orekkions?'.
And the nonn-lup:
'Oh, no! It is to ascolt you better'.
And Cappuccett (that I think was now really rincoglionited) said:
'But what big dents you have!'.
And the lup, at this point dissed:
'It is to magn you better!'.
And magned really tutt quant the poor little girl.
But (ta dah!) out of the house a simpatic, curious and innocent cacciator of frod sented all and dissed:
'Accident! A lup! Its pellicc vals a sac of solds'.
And so, spinted only for the compassion for the little girl, butted a terr many kils of volps, fringuells and conigls that he had ammazzed till that moment, imbracced the fucil, entered in the stanz and killed the lup. Then squarced his panz (being attent not to rovin the pellicc) and tired fora the nonn (still viv) and Cappuccett (still rincoglionited). And so, at the end, the cacciator of frod vended the pellicc and guadagned honestly a sacc of solds. The nonn magned tutt the leccornies that were in the cest.
And so, everybody lived felix and content (fors not the lup!).

martedì 13 maggio 2008

Ik ben jarig!

E' il mio compleanno, auguri!! O meglio, lo è stato la scorsa settimana, lunedì.
Ho passato il giorno del mio trentesimo compleanno in macchina, in viaggio dall'Olanda alla soleggiata e calda Italia. Lamentandomi di quando in quando (soprattutto in occasione dei blocchi di traffico sulla eterna autobahn 3, da Arnhem a Norimberga) del fatto che non lo avrei festeggiato per nulla, dal momento che in viaggio (e sono 15 ore almeno) ero quasi completamente irreperibile.
Ed invece colgo l'occasione per ringraziare, una settimana dopo, tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri, via mail, sms, voicemail, o di persona, ed in particolare quelli che hanno addirittura organizzato una cena, per festeggiare me (e Teresa) di ritorno in Italia per qualche giorno! Grazie a tutti, è stata una bellissima settimana di (quasi - qualche giorno ho lavorato) ferie!

martedì 18 marzo 2008

La vera (mia) pasta alla carbonara

Qui in Olanda, si sa, il cibo non è che sia proprio il massimo. Soprattutto per chi viene dall'Italia, e diciamolo, noi italici siamo abituati gran bene. Anche in pausa pranzo mica mi accontentavo del panino: me ne andavo al ristorante, al bar o in mensa e mi sbafavo un bel piatto caldo, quel che sia. Ah, i bei tempi andati.

Ormai mi sono abituato al pranzo all'olandese: 10 minuti e due fette di pane (pane morbido, tipo quello del Mulino, che una volta va anche bene, ma dopo un pò ti manca la rosetta e pensando alla mitica ciabatta vengono le lacrime) con qualche affettato plastico o qualche salsina sopra.
Quindi ci si arrangia come si può per la maggior parte del tempo, e quando si mangia si cerca di mangiare bene e italiano.
Come può mancare la pasta alla carbonara?

Ma ecco che nasce il contraddittorio. Perché la pasta alla carbonara qui me la confondono con la pasta con la frittata e me la propongono come autentica. No, "è alla carbonara" dicono. "Non è possibile, l'uovo è cotto", rispondo ed aggiungo: "bisogna fare attenzione a quando si uniscono le uova alla pasta calda, e per carità, mai spadellata sul fuoco!".

Parole al vento, non mi credono e si gustano la frittata.

Quindi raccolgo le prove a sostegno della mia tesi (solida come una roccia, non ho dubbio alcuno) e pubblico qui ad imperitura memoria.
La ricetta per la carbonara, ingredienti per quattro persone:

  • Guanciale o Pancetta - 150 gr.
  • Pecorino e/o Parmigiano Reggiano/Grana Padano - 100 gr.
  • Spaghetti - 450 gr.
  • Uova - 4 tuorli + 1 intero
  • Sale
  • Olio extravergine di oliva
  • Pepe nero
La preparazione la sappiamo più o meno tutti (in caso seguite il link qui sotto), ma attenzione al punto della questione:
Le uova sbattute non dovrebbero mai essere unite alla pasta sul fuoco, poiché questo causerebbe la cottura delle stesse ottenendo un effetto frittata: le uova devono infatti essere unite subito dopo la scolatura della pasta, cercando di evitare di farle entrare in contatto con le pentole troppo calde. [...] da provare è la variante che prevede l'utilizzo di metà dose di pecorino e metà dose di parmigiano grattugiati.
fonte: Le ricette di giallo zafferano

Buon appetito a tutti!
Che fame che mi è venuta con questo post.

lunedì 3 marzo 2008

Novità per il blog Dag!

Questo è un post di servizio, giusto per farvi conoscere un paio di funzionalità che ho inserito qualche tempo fa nel blog.

  1. Iscrizione agli aggiornamenti via mail
    Se non avete voglia di stare a controllare quando scrivo qualcosa di nuovo, o se semplicemente trovate più comodo ricevere una mail piuttosto che aprire il browser andare sul sito, potete iscrivervi al blog inserendo qui sotto il vostro indirizzo mail (si apre una finstra che vi chiede di inserire un codice, per conferma). Riceverete una email quando (e solo quando) viene qui pubblicato un nuovo post.
    Pratico. Per commentare occorre andare sul sito, naturalmente, ma c'è un comodo link nella mail.

    Inserisci qui il tuo indirizzo mail:


    Trovate sempre questo box nella sidebar qui a destra dei post.

  2. Aggiornamenti in tempo reale
    Nella sidebar ora è presente una sezione "Cosa sto facendo". E' collegata direttamente con il mio account twitter (twitter.com/paesibassi), che aggiorno spesso durante il giorno via web, IM o sms. Per chi non fosse sulla cresta dell'onda rispetto alle boiate web 2.0, twitter è un sistema "sociale" di annunci, dove la gente posta durante il giorno bravi messaggi per far sapere ai loro amici, conoscenti, colleghi cosa stanno facendo. Ecco, io sono uno di questi malati. :-)
    Potete anche registrarvi pure voi su Twitter e seguire la moda del momento.

sabato 1 marzo 2008

La nuova vita da sposati

Non ho più scritto nel blog, non ho scritto della luna di miele né della vita negli ultimo mese. Il fatto è che la mia (ora dovrei dire nostra) vita è cambiata, e gli equilibri ora sono diversi. C'è meno spazio per il computer, oltre al tempo dovuto al lavoro. E quindi meno spazio per il blog e il "tempo libero" sul web.
Volevo scrivere un post impegnativo che raccontasse un sacco di cose. Ok non trovo il tempo. Scrivo qui giusto che siamo entrambi molto felici, la casa è ogni giorno più accogliente, e... ultimamente pare che qui in Olanda ci sia più spesso il sole!
Per quanto riguarda il blog, riprendendo il discorso... mi è stata mandata una barzelletta che illustra in modo esplicativo la situazione attuale... ora vado prima che Tere mi stracchi la corrente. Haha! :-D

Ieri notte, io e mia moglie eravamo seduti a tavola parlando delle cose della vita.
Quando siamo arrivati a parlare di malattie e di morte, le ho detto:
"Non mi lasciare mai a vivere in stato vegetativo, in dipendenza completa da una macchina e alimentandomi da una bottiglia. Se mi dovessi vedere in questo stato, ti prego, tesoro, spegni gli apparati che mi tengono in vita."
Allora lei si è alzata, ha spento televisione e computer e mi ha tolto la birra...

lunedì 24 dicembre 2007

10 giorni all'alba

Eccoci qui, 10 giorni al matrimonio, 10 giorni della mia vita come la conosco finora.
Ancora a lavoro lunedì 24 dicembre, giorno prima di Natale. Ci sarebbe stato bene un bel giorno di ferie, un ponte diciamo, per fare comparire l'idea del Natale in questo periodo intenso di preparativi e traslochi.
Abbiamo dipinto a nuovo l'appartamento, tutto bianco a parte qualche parete con sfumature albicocca per la camera e vaniglia per il soggiorno, e posato il pavimento (si in Olanda le case in affitto le consegnano al grezzo, senza copertura per il pavimento in cemento, e ti devi arrangiare). Beh, quanto a quello io ho fatto ben poco, se ne sono piuttosto occupati amici e parenti (tra quindici giorni avrò un numero di cognati!), mentre io, come sopra, sono in ufficio.
Già, perché le ferie serve tenerle.
In Italia, dove il sole splende spesso ed il welfare state copre tutti i capricci di lavoratori pubblici e non, quando ti sposi hai diritto a 2 settimane (e dico due) di licenza matrimoniale. Non a scalare dalle ferie maturate. Oltre alle ferie.
In Olanda? Anche qui c'è la licenza matrimoniale, e che cavolo, mica siamo barbari. 2 (e dico 2) giorni. Compreso il giorno del matrimonio.
Cioè praticamente devi scegliere se vuoi stare a casa il giorno prima per prepararti (e la prima notte di nozze punti la sveglia, che il giorno dopo devi andare a lavorare...), oppure il giorno dopo
(e la sera prima di sposarti sei in ufficio fino ad ora di cena...). Inconcepibile! :-|
Quindi andiamo per l'unica alternativa possibile: risparmiamo le ferie al massimo, e le usiamo tutte per la luna di miele.
Dove? Sbrodolate di invidia... Playa del Carmen, Riu Hotel Yucatan!! :-D

Ma prima: buon Natale!

venerdì 23 novembre 2007

Federico simpsonizzato, trovato casa!

Eccomi qui a camminare sulla riva di uno specchio d'acqua qui in Olanda. Non fatevi ingannare dalla foto-simpsonizzata, qui fa freddo già da un mese ormai e di notte si va sottozero. Ma l'immagine rende l'idea lo stesso.



Ok, la notizia è che... ta-daaaaa, dopo due mesi di aspre ricerche, prima per comprare, poi per affittare, prima ad Amsterdam, poi ad Almere, poi Amsterdam, dintorni e ovunque... ecco abbiamo trovato casa!!!
Ancora non dico esattamente dove per scaramanzia (non abbiamo ancora firmato il contratto e non si sa mai!!), ma non è distante da dove abito io ora, quindi ad Amsterdam! :-)

E' un appartamento al sesto-settimo piano (non ricordo, 'sti olandesi contano tutti i piani, anche il piano terra, quindi devi toglierne uno per capire quanto alto sei, comunque è il penultimo piano) di un palazzo, con grandi finestre e terrazza che dà su uno specchio d'acqua. Si, c'è anche un piccolo (microscopico) pontile, quindi magari la prossima primavera potrò farmi una foto come nell'immagine qui sopra?! :-D

giovedì 15 novembre 2007

Monty Python's Fish Tank

Ho scoperto di avere un tipo di humor diverso dagli olandesi. Un humor italiano. Per dirla in altre parole, gli olandesi hanno un modo di ridere e di scherzare diverso dal nostro in Italia, molto più vicino a quello aglosassone (inglese).
Mentre noi amiamo trasmissioni come Zelig, gli olandesi amano alla follia il sarcasmo non-sense di Monty Python.
Amano fare versi, voci strane, situazioni improbabili che fanno ridere più per la loro stranezza e per quel particolare "al posto sbagliato" che per la comicità della situazione in sè. Una risata ad denti stretti, non una sana sganasciata.
A me non fa impazzire, ma qualche pezzo divertente si trova.
Come questo qui sotto, adatta alla mattina presto. Buon divertimento inglese!:-D

Good morning to everyone! The meaning of life by Monthy Python.

martedì 13 novembre 2007

Barzelletta - il commesso napoletano

E' una vecchia barzelletta, mi è stata di recente inviata da mio cugino. Mi fa sempre ridere, la condivido con voi! :-D

Al reparto alimentari si presenta un omino con faccia da pignolo e piantagrane, e chiede al commesso mezzo cocomero.
- Un momento solo signore, devo chiedere al responsabile.
Il commesso si avvia verso gli uffici direzionali senza accorgersi che il cliente lo segue. Entra nell'ufficio del responsabile e prorompe:
- Direttore, c'è un cretino di là che mi ha chiesto mezzo cocomero!
Cenni disperati del responsabile, che ha visto il cretino in questione. Il commesso si gira e, senza fare una piega, dice:
- E poi ci sarebbe questo gentleman che sarebbe interessato a prendere l'altra metà.
Risolta la situazione, il responsabile e il commesso si ritrovano da soli nell'ufficio:
- Giovanotto - dice il direttore - stava per combinare un bel disastro, ma non ho potuto fare a meno di ammirare il sangue freddo con cui ne è uscito fuori. Vorrei sapere qualcosa di più sul suo conto. Come si chiama?.
- Mi chiamo Pasquale Quagliarulo, signore, e vengo da Napoli, città di grandi calciatori e grandi mignotte.
Il direttore:
- Mia moglie è di Napoli...
- Ah, si? E in che ruolo gioca?
Haha, viva l'Italia!

giovedì 25 ottobre 2007

Il mio filetto al pepe verde

Il mio filetto ha riscosso sempre molto successo. E' un piatto che fa un sacco di scena (già dire "filetto" sa di qualcosa di raffinato), la preparazione ha gli effetti speciali (va infatti fatta infiammare sulla padella l'acquavite verso fine cottura, il che fa molto chef professionista), si presenta bene nel piatto ed ha un gusto unico.
E' il mio asso nella manica quando voglio fare il figo rischiando poco. La preparazione è infatti abbastanza semplice, con un minimo di esperienza nella cottura della carne.
Penso che sia finalmente giunto il momento di condividere il mio segreto con voi. Ho modificato a modo mio una ricetta trovata online, per avere la base.
Occhio che la mia versione è più costosa, ma molto più buona!

Filetto al pepe verde
  • 4 medaglioni di filetto di manzo da 150 g circa l'una
  • 4 cucchiai di pepe verde in grani
  • 4 cucchiai di Porto
  • 4 cucchiai di acquavite (o grappa, che costa meno)
  • 1 dl di panna fresca
  • 40 g di burro
  • sale
Prendi i filetti e legali tutti intorno con dello spago da cucina (facendo fare allo spago un unico giro completo) in modo che la carne non si deformi. Macina grossolanamente metà dei grani di pepe verde e comprimili sui entrambi i lati di ciascun filetto.

In una padella fai sciogliere lentamente il burro, unisci il filetto e fallo rosolare vivacemente per 3 minuti su ogni lato, aggiusta di sale e poi toglili dalla padella tenendoli in caldo.

Nella padella in cui hai cotto i filetti aggiungi il Porto e fallo asciugare, non del tutto. Aggiungi quindi l'acquavite, e fai fiammeggiare inclinando leggermente la padella verso il fornello (io mi aiuto con un accendino, che si fa prima, ma non farti vedere!). Appena ottenuta la fiamma aspetta che si spenga e unisci il pepe rimasto e la panna, fai addensare per qualche secondo e aggiusta di sale.

Rimetti quindi i filetti nella padella, aggiungi anche il sughetto che il filetto avrà lasciato nel piatto in cui lo avevi momentaneamente riposto, e fai insaporire per qualche istante nella salsa alla panna. Per girarli usa una paletta di legno, appena pronti servili immediatamente.
Accompagna il tutto con un buon vino rosso.

mercoledì 15 agosto 2007

Dramatic squirrel & Gentlemens' Duel

Un paio di filmini divertenti che mi piace inserire oggi, per festeggiare il ferragosto (qui in Olanda il 15 Agosto, giorno dell'Assunzione, si lavora...!)
Il sonoro è fondamentale per gustarli, soprattutto il primo.

Dramatic squirrel: degno del miglior Hitchcock, in questo short di 5 secondi una specie di criceto sprigiona tutta la suspance ed il pathos di cui è capace...


Gentlemens' Duel: un cortometraggio di ottima qualità realizzato al computer, molto divertente! Per questo sono circa 8 minuti, quindi mettetevi comodi, ne vale la pena.

Buon divertimento!
PS: entrambi i video mi sono stati gentilmente segnalati da colleghi di lavoro :-)

venerdì 27 luglio 2007

La bici fa la muffa, e mi cresce la panza!


Ultimamente devo dire che la mia forma fisica non è al centro della mia attenzione, e stare quasi sempre in macchina o seduto in ufficio non si può definire come l'ideale stile di vita.
Nemmeno poi saltare i pranzi e mangiare il triplo (il doppio non basta più) a cena è l'ideale per la linea.
Ieri ho aperto il box dove sta la bici (no, non avevo intenzione di salirci, ero entrato per un altro motivo!) e, sorpresa e incredulità, ecco che attorno alla ruota anteriore e al manubrio è cresciuta addirittura una pianta rampicante! Infilatasi sotto alla porta del box, si è tutta invirgolata tra i raggi della ruota. La pianta che fuori è verde, nella parte che è cresciuta all'interno è rimasta giallo sbiadito, perchè non vede mai il sole (mica troppo intelligente a scegliere quella strada; ok è una pianta, non si può pretendere).

Beh, mi spiaceva rovinare una tale opera della natura... ho lasciato la simpatica rampicante dove stava, e ho chiuso la porta del box. Vediamo dove va a finire?
No, la bici rimane lì, mica voglio prendermi la pioggia no? :-)

Ok, penso che questo weekend andrò a correre, giocherò a tennis, mi farò chilometri in bici, mi iscriverò in palestra, mangerò solo insalata.
Ma guarda, non ci credo più nemmeno io.

mercoledì 18 luglio 2007

Tanti auguri Federico!

Ho appena scoperto che incredibilmente il santo che portò il mio nome (forse sarebbe più corretto dire che io porto il suo...) e di cui oggi si festeggia la memoria (tanti auguri a tutti i Federico) era olandese, di Utrecht.
Beh io sono italiano, ma lavoro proprio vicino ad Utrecht... sarò martirizzato anche io? Preparo la legna per l'autodafè.
Incollo direttamente da Wikipedia:

San Federico († isola di Walcheren, 18 luglio 838) fu vescovo di Utrecht dall'820 circa alla morte: è anche venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Nipote del re dei Frisi Radbodo, fu ordinato prete della diocesi di Utrecht e fu incaricato dell'educazione dei catecumeni: succedette nell'episcopato al vescovo Ricfrido e si occupò del completamento dell'evangelizzazione dei Frisi, della quale incaricò sant'Odulfo (che fu poi il suo biografo); fu anche consigliere dell'imperatore Ludovico il Pio.
Secondo una tradizione, fu assassinato mentre celebrava la messa dai sicari dell'imperatrice Giuditta di Baviera (seconda moglie di Ludovico), di cui aveva pubblicamente condannato i costumi; per altri, fu ucciso dai pagani dell'isola zelandese di Walcheren che si opponevano alla sua missione: è per questo venerato come martire.
Memoria liturgica il 18 luglio.

venerdì 6 luglio 2007

Inizio luglio in Olanda, tempo difficile ma morale alto

L'Olanda soffre a causa del meteo
Piove da un mese. Non dico che piove sempre ininterrottamente da un mese. Anzi i veri e propri temporali con fulmini e tuoni non sono nemmeno così frequenti, di solito c'è una pioggerellina sottile, che esci per strada e quasi nemmeno la senti, ma alla fine sei totalmente zuppo.
Il fatto è che da quattro settimane ormai piove tutti i giorni.
Di solito ti alzi la mattina, apri la tenda e vedi che fuori diluvia. Ok, ci sto facendo l'abitudine, non mi deprime più come i primi giorni, ma non è certo il modo migliore di cominciare le giornate. Va avanti a piovere fino a dopo pranzo di solito. Poi viene un pò di sole, indeciso, non meno bello, ma nemmeno così convinto, preferisce giocare a nascondino con le nuvole. Queste corrono un pò e decidono se hanno voglia di far piovere anche alla sera oppure se ne hanno abbastanza, fino alla mattina successiva.
Lato positivo? Qui non fa per nulla caldo, come mi raccontano sia in Italia, anzi la temperatura è quasi sempre ottima, primaverile.

Paintball parte seconda!!
E cosa cavolo vuoi fare quando piove per un mese? Per la gita aziendale (chiamatelo pure team building, spirito di squadra, costruire affetto per l'azienda e tutte queste altre cazzate all'americana!) di quest'anno era previsto un pomeriggio in barca (mini-regata aziendale, che figata), con delle piccole derive a vela, seguito da barbecue. Purtroppo, piove. Quindi hanno cambiato programma: pomeriggio di Paintball (hahaha, questa volta indoor, sto cominciando a pensare che sia lo sport nazionale!) e cena al ristorante sul lago. Mica male.

mercoledì 27 giugno 2007

Se scopri che tuo marito si veste da donna, forse la tua macchina ha problemi


Ho scoperto una rubrica interessante su un giornale, storie di vita vissuta, problemi con il carburatore, tutte cose interessanti di cui in Italia non si parla mai.
Ho scelto un articolo in particolare che mi sembra interessante, cliccate qui a fianco per leggere gli utili consigli di Miriam.

:-D

giovedì 21 giugno 2007

Serata al campo Paintball!

Paintball: fucili ad aria compressa che sparano sfere di vernice, tute mimetiche e campi d'azione in mezzo al bosco con ripari e fortini.Due squadre di giocatori e vari obiettivi da raggiungere: eliminare tutti i giocatori dell'altra squadra, o catturare il fortino nemico portando all'interno una bandiera.
Il pezzo forte della serata: the bunny session, dove un povero disgraziato vestito da coniglio (Daniele nella foto, era il suo addio al celibato) viene attaccato e impallinato da entrambe le squadre contemporaneamente, con grande soddisfazione sadica di tutti (tranne che del malcapitato...).
Ecco la squadra al completo: mimetica, maschera, fucili a sfere di vernice (sparate a 250 km/h, quando colpiscono fanno male davvero!): la serata di paintball è stata un vero divertimento!